Il robotaxi rappresenta una delle evoluzioni più avanzate nel settore della mobilità urbana. Si tratta di un veicolo a guida completamente autonoma progettato per offrire un servizio di trasporto passeggeri analogo a quello dei taxi tradizionali, ma senza la presenza di un conducente umano. Il funzionamento di questi sistemi si basa sull’integrazione di tecnologie altamente sofisticate, tra cui sensori, radar, telecamere, sistemi LiDAR e algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di analizzare l’ambiente circostante in tempo reale e prendere decisioni di guida in modo autonomo.
Prenotabili tramite applicazioni digitali, i robotaxi si inseriscono nel paradigma della mobilità come servizio (MaaS), consentendo spostamenti on demand, efficienti e potenzialmente più economici. Tra i principali vantaggi si evidenziano la riduzione degli errori umani, l’ottimizzazione del traffico e la diminuzione delle emissioni, soprattutto nei modelli elettrici. Tuttavia, la diffusione su larga scala è ancora limitata da vincoli normativi, sfide tecnologiche e necessità di accettazione sociale. Il robotaxi è quindi una soluzione destinata a ridefinire profondamente il concetto stesso di trasporto urbano.
Quanti robotaxi avremo?
La corsa ai robotaxi è già partita: secondo il nuovo report “Here at Last: The Evolution of the Robotaxi” di Boston Consulting Group (BCG), la flotta globale potrebbe superare 1 milione di veicoli entro il 2035 e fino ai 3 milioni nello scenario più favorevole.
“In Europa l’implementazione dei robotaxi è ancora in una fase iniziale, ma può contare su condizioni favorevoli come la densità urbana e la crescente attenzione alla mobilità sostenibile. A differenza di Stati Uniti e Cina, dove i servizi sono già operativi su scala e stanno accumulando esperienza, nel Vecchio Continente la sfida è soprattutto sistemica: la complessità normativa e urbana richiede un salto di qualità sul software, dalla mappatura digitale alla gestione in tempo reale delle flotte. È su queste capacità, insieme alla chiarezza delle normative e allo sviluppo delle infrastrutture, che si giocherà la possibilità di recuperare terreno e costruire modelli scalabili nel tempo”, commenta Giuseppe Collino, Managing Director e Senior Partner di BCG.
Cosa guida il mercato dei robotaxi?
Lo sviluppo dei robotaxi è infatti avviato su scala commerciale negli Stati Uniti e in Cina, dove condizioni regolatorie più favorevoli e investimenti mirati hanno accelerato l’implementazione. Entro il 2035, si prevede una flotta di circa 350.000 veicoli negli Stati Uniti e 850.000 in Cina, mentre l’Europa si attesterà intorno a 120.000 unità. Queste differenze riflettono non solo il diverso livello di maturità del segmento, ma anche la capacità di integrare soluzioni di ultima generazione, infrastrutture e regolazione in modo coordinato.
- Crescita operativa: entrare in una nuova città richiede dai 15 ai 30 milioni di dollari e fino a sei anni per coprire una parte significativa di un’area urbana.
- Economia di scala: i costi possono scendere da oltre 8 dollari a circa 0,80 dollari al km, ma solo con flotte tra 15.000 e 20.000 veicoli e utilizzo intensivo.
- Adozione: oggi il 30–35% degli utenti in Europa e USA è disposto a utilizzare robotaxi, quota che potrebbe superare il 45% entro il 2030. Nel lungo periodo, i robotaxi potrebbero sostituire fino all’85% delle corse taxi e ride-hailing nelle grandi città, integrandosi con il trasporto pubblico e la mobilità privata.


