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Sei qui:Home»Agevolazioni»Agrovoltaico innovativo, pubblicato il decreto

Agrovoltaico innovativo, pubblicato il decreto

By Redazione BitMATUpdated:16 Febbraio 20244 Mins Read16 Febbraio 2024
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Agrovoltaico innovativo: decarbonizzare migliorando la redditività dei suoli è l’ambizioso progetto del nuovo decreto

È stato pubblicato il 13 febbraio 2024 sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il decreto che promuove la realizzazione di sistemi agrivoltaici innovativi di natura sperimentale. Obiettivo del provvedimento – in vigore a partire dal febbraio 2024 – è la realizzazione di almeno 1,04 gigawatt di nuovi impianti, nei quali possano coesistere la produzione di energia pulita con l’attività agricola. Decarbonizzare migliorando la redditività dei suoli è senz’altro un progetto ambizioso. “Agrovoltaico innovativo” è l’accostamento di due termini che ben sintetizza i temi del decreto di incentivo.

“Con questo decreto aggiungiamo un altro tassello alla nostra strategia energetica” così ha commentato Giberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell’Italia. Valorizzando in questo caso la grande potenzialità del settore agricolo impegnato nella transizione. Il doppio binario incentivante che è stato predisposto può essere una bella opportunità per decarbonizzare, migliorando la redditività dei suoli,

Un modo per far convergere l’affermazione della qualità agricola italiana, unica al mondo, con la spinta agli obiettivi climatici.

Agrovoltaico innovativo: le regole

Le regole operative approvate dal Ministero su proposta del Gestore dei Servizi Energetici. Disciplineranno le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi!

Un decreto di incentivo all’agrivoltaico innovativo dunque, ed entro quindici giorni le regole operative su proposta del GSE.Saranno approvate dal Ministero su proposta del Gestore dei Servizi Energetici e dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi.

Il GSE, soggetto gestore della misura, emanerà un primo avviso pubblico per la presentazione delle istanze entro trenta giorni dall’approvazione delle regole.

L’accesso al meccanismo sarà garantito attraverso l’iscrizione di appositi registri o con la partecipazione a procedure competitive. Ciò in funzione della titolarità e della taglia dei progetti che si svolgeranno nel corso del 2024.

Le procedure di registro, per un contingente complessivo di 300 megawatt, sono riservate ad impianti di potenza fino a 1 megawatt realizzati da imprenditori agricoli e loro aggregazioni. O associazioni temporanee di impresa che includano almeno un imprenditore agricolo.

 

Le voci di spesa ammissibili

Il contributo a fondo perduto, finanziato dal finanziato dal PNRR, nella misura massima del 40% dei costi ammissibili.

Per promuovere la realizzazione dei sistemi ibridi agricoltura-energia, l’Agrovoltaico  innovativo prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, finanziato dal PNRR, nella misura massima del 40% dei costi ammissibili.

Ciò abbinato ad una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica immessa in rete.

Tra le voci di spesa ammissibili la realizzazione di impianti agrivoltaici avanzati. Nello specifico: moduli fotovoltaici, inverter strutture per il montaggio dei moduli, sistemi elettromeccanici di orientamento moduli, componentistica elettrica. Ancora: è ammessa la fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo. Nonché le attrezzature per il sistema di monitoraggio, incluso l’acquisto di programmi informativi funzionali alla gestione dell’impianto.

 Inclusa la connessione alla rete elettrica nazionale, le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento. Così l’acquisto, il trasporto e l’installazione di macchinari, impianti e attrezzature hardware e software – comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio.

 Valorizzati anche gli studi di prefattibilità, le spese necessarie per le attività preliminari, progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale delll’opera. Così la direzione lavori, quanto attiene a sicurezza, assistenza giornaliera e contabilità lavori. Infine tra le spese ammissibili i collaudi tecnici e/o tecnico amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo. Tali spese saranno finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento,

 Una importante opportunità quindi, questa, anche di potersi avvalere della preparazione e dell’esperienza di validi professionisti. Conciliare decarbonizzazione e miglioramento della redditività dei suoli dal 14 febbraio 2024 sarà ancora più possibile.

 

Maria Chiara Di Carlo

 Per ulteriori approfondimenti si potrà come sempre scrivere a studio.lavecchia@gmail.com.

 

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