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Sei qui:Home»Riciclaggio»Quante batterie vengono raccolte in Italia?

Quante batterie vengono raccolte in Italia?

By Massimiliano CassinelliUpdated:24 Marzo 20265 Mins Read24 Marzo 2026
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Nel 2025 sono stati raccolti 8.868.248 chili di rifiuti di batterie portatili su tutto il territorio nazionale

Ogni anno, milioni di italiani si liberano di pile scariche di uso quotidiano, come le batterie stilo alcaline o quelle a bottone al litio e quelle presenti nei più diffusi dispositivi elettronici, come smartphone e computer portatili. Dietro questo gesto quotidiano esiste un sistema organizzato e capillare coordinato dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), l’organismo che garantisce il funzionamento unitario, omogeneo ed efficiente della filiera nazionale di raccolta e gestione delle batterie esauste. Questo sistema nel 2025 ha raccolto 8.868.248 chili di rifiuti di batterie portatili su tutto il territorio nazionale.

Un risultato presentato oggi nel proprio Rapporto Annuale 2025, un’edizione che assume un valore particolare: è al tempo stesso l’ultima fotografia del sistema secondo la precedente normativa e il punto di partenza per la transizione verso il nuovo quadro europeo – introdotto dal Regolamento UE 2023/1542 e armonizzato dal recente decreto legislativo 29 del 10 febbraio 2026 – all’insegna di un nuovo paradigma che ridisegna l’architettura istituzionale e operativa del settore.

Il report non è pertanto un semplice resoconto, ma la base da cui l’intera filiera deve muoversi per impostare i prossimi anni di lavoro insieme. A partire dalla raccolta: quanto conseguito nel corso del 2025 è di fatto il primo gradino di una scala che il sistema dovrà salire per conquistare i nuovi e sfidanti obiettivi che vengono richiesti al nostro Paese a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento europeo.

 

Il calo che non è un calo

Il confronto con il 2024 segna una flessione del 14,6%. Si tratta di un risultato che, a una prima lettura, potrebbe rappresentare una contrazione della capacità del sistema. Non è così. La diminuzione è infatti quasi interamente riconducibile alla nuova classificazione delle batterie introdotta nel corso dell’anno con l’entrata in vigore del regolamento europeo. La più puntuale definizione della categoria delle batterie portatili ha comportato una riclassificazione dei rifiuti, con la conseguente esclusione dei relativi quantitativi in alcune di queste categorie. Si tratta perciò di un effetto contabile che riflette il passaggio verso il nuovo perimetro normativo più che un arretramento delle performance di raccolta.

Lo conferma un indicatore chiave: la raccolta coordinata direttamente dal CDCNPA ha continuato a crescere anche nel 2025.

 

Oltre 15mila punti di raccolta della batterie

Mentre si ridisegna il quadro normativo, la rete fisica di raccolta continua ad espandersi. Nel 2025 i punti iscritti al CDCNPA – punti vendita, centri di raccolta comunali, impianti di trattamento, grandi utilizzatori, centri di stoccaggio e centri di assistenza tecnica – hanno raggiunto quota 15.053, con una crescita del 3,56% sull’anno precedente e del 37,45% negli ultimi cinque anni.

La distribuzione geografica rivela due tendenze complementari: il Nord concentra oltre 7.300 punti, confermando la sua capillarità nell’ubicazione dei punti di raccolta disponibili; il Sud e le Isole registrano invece una crescita più sostenuta, con un incremento del 5,66% del numero dei punti a disposizione per il conferimento da parte dei cittadini.

Dal punto di vista della composizione della rete, oltre il 70% del totale è composto dai punti vendita della distribuzione che tuttavia incidono in misura alquanto limitata sui quantitativi complessivi raccolti. Al contrario, il contributo principale continua a provenire dai centri di raccolta comunali.

 

Il territorio: chi raccoglie cosa e dove

Il Nord Italia guida la raccolta con 6.498.852 kg. In testa il Piemonte con 2.316.331 kg, seguito da Lombardia (1.870.127 kg) e Veneto (1.073.009 kg).

Il Centro si attesta a 1.446.944 kg: oltre un terzo dei volumi di raccolta, pari a 547.847 kg, sono generati dal Lazio. Seguono la Toscana con 449.040 kg e le Marche con 229.355 kg.

Il Sud e le Isole raggiungono complessivamente 922.452 kg. Con 263.689 kg, la Campania è la regione che contribuisce con il maggiore quantitativo di rifiuti. Seguono la Sardegna con 181.062 kg e la Puglia con166.441 kg.

 

Oltre le batterie portatili: le batterie industriali e per veicoli

Il Rapporto 2025 comprende nel proprio perimetro anche le batterie industriali e per avviamento dei veicoli. Lo scorso anno i consorziati del CDCNPA hanno contribuito alla raccolta di 43.409.848 kg di questo tipo di batterie, con una flessione dell’8,73% rispetto all’anno precedente.

I dati si riferiscono solo alle attività dei soggetti aderenti al CDCNPA, poiché l’obbligo di rendicontazione esteso a tutti gli operatori del settore è in vigore soltanto a partire da quest’anno. Nei prossimi anni il quadro informativo sarà pertanto più completo e comparabile.

Solo il 31% delle batterie viene raccolto

“Il 2025 segna un confine: da un lato il consolidamento di un sistema che ha dimostrato solidità e capacità di crescita, dall’altro l’apertura di una nuova fase, più esigente, dettata dal Regolamento europeo sulle batterie” dichiara Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori. “Con il decreto legislativo 29/2026, il ruolo del Centro di Coordinamento si rafforza, assumendo una funzione ancora più centrale nel garantire uniformità e coordinamento del sistema. Ma i numeri parlano chiaro: con un tasso di raccolta che oggi si attesta intorno al 31%, il nostro Paese è ancora molto distante dagli obiettivi europei e deve migliorare sensibilmente le proprie performance”.

“La priorità del CDCNPA sarà creare le condizioni perché il sistema cresca in modo costante e sostenibile” prosegue Castelli. “Intendiamo svolgere il nostro ruolo in modo più incisivo, sia sul piano dell’indirizzo operativo e di solidità dei dati sia su quello del dialogo istituzionale, e costruendo accordi stabili con tutti gli attori della filiera – Comuni, gestori del servizio pubblico, distributori, piattaforme digitali – per sostenere una crescita strutturale della raccolta”.

Leggi il report completo sulla racconta delle batterrie in Italia. Clicca qui

batterie CDCNPA pile raccolta riciclaggio
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Massimiliano Cassinelli

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