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Energie alternative: rallenta la capacità di accumulo

By Redazione BitMATUpdated:11 Settembre 20266 Mins Read11 Settembre 2026
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Per sfruttare le energie alternative serve incrementare la capacità di accumulo. Ma il mercato italiano sta rallentando

Il mercato italiano dei sistemi di accumulo elettrico attraversa una fase di marcato rallentamento. Secondo i dati dell’Osservatorio Sistemi di Accumulo di ANIE Rinnovabili, elaborati sulle informazioni rese disponibili dal Sistema GAUDÌ di Terna, negli ultimi 12 mesi l’installato ha registrato una contrazione del 58% in capacità (GWh) e del 42% in potenza (GW), confermando un’inversione di tendenza rispetto alla dinamica di crescita che aveva caratterizzato il settore negli ultimi anni.

Il quadro appare ancora più critico osservando il secondo trimestre dell’anno. Tra aprile e giugno 2026, infatti, la capacità installata è diminuita dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la potenza ha segnato una flessione del 68%.

Rallenta l’accumulo nel residenziale

A pesare in maniera determinante è soprattutto la persistente debolezza del segmento residenziale, che negli ultimi anni aveva rappresentato il principale motore di sviluppo del mercato nazionale, favorendo la diffusione capillare dei sistemi di accumulo su tutto il territorio italiano. Il comparto domestico ha registrato l’undicesimo trimestre consecutivo di calo tendenziale e, nel secondo trimestre del 2026, una contrazione del 36% della capacità installata rispetto allo stesso periodo del 2025.

La frenata trova conferma anche sul piano territoriale. Nel confronto tra il primo semestre del 2026 e quello del 2025, tutte le regioni italiane registrano variazioni negative sia in termini di capacità sia di potenza installata, segnale di un rallentamento diffuso.

Nonostante la contrazione delle nuove installazioni, il parco nazionale degli accumuli continua a crescere in termini assoluti. Al 30 giugno 2026, escludendo gli impianti di pompaggio esistenti, l’Italia può contare complessivamente su circa 19 GWh di capacità di accumulo e 8 GW di potenza.

Durante il primo semestre 2026 sono stati installati 1,3 GWh di nuova capacità, di cui 0,9 GWh in abbinamento a impianti fotovoltaici – i cosiddetti accumuli distribuiti – e 0,4 GWh costituiti da sistemi stand-alone, ovvero accumuli centralizzati.

Il ritmo di crescita appare tuttavia insufficiente rispetto alle esigenze individuate dalla pianificazione energetica nazionale. Il confronto con il target previsto dallo scenario PNIEC Policy del Documento di Descrizione degli Scenari 2024 di Terna e Snam evidenzia un gap ancora significativo: circa 2 GWh per gli accumuli distribuiti e 50 GWh per gli accumuli centralizzati.

Nuovi incentivi per gli accumuli

Sul fronte delle misure di sviluppo, un contributo importante agli accumuli centralizzati arriverà dalla prima asta MACSE, attraverso la quale Terna ha già aggiudicato circa 10 GWh di nuova capacità di accumulo, da realizzare entro il 2027. Nel corso del 2026, inoltre, ARERA ha disposto che Terna proceda con nuove procedure competitive tra MACSE e Capacity Market per ulteriori 16 GWh, con entrata in esercizio prevista entro il 2029. La nuova asta MACSE è programmata per il 24 novembre 2026, mentre non è ancora stata definita la data della procedura relativa al Capacity Market.

Nonostante questi interventi, il percorso verso gli obiettivi al 2030 resta particolarmente impegnativo. Anche ipotizzando il pieno raggiungimento dei volumi già assegnati o programmati, rimarrebbero infatti circa 24 GWh aggiuntivi da realizzare entro la fine del decennio. Per colmare questo divario sarà quindi necessario accelerare significativamente gli investimenti e i processi autorizzativi, in un contesto di mercato ancora caratterizzato da una forte incertezza.

A rendere più complesso lo scenario contribuisce proprio l’incertezza che caratterizza i diversi segmenti del mercato. Nel residenziale, solo nelle prossime settimane sarà possibile capire se l’aliquota della detrazione fiscale resterà al 50%, mentre rimane ancora da definire l’eventuale prolungamento del DM CACER. Nel comparto Commercial & Industrial sarà invece necessario attendere i prossimi mesi per valutare gli effetti dell’iperammortamento. Sul fronte Utility Scale permangono incognite sulle tempistiche delle prossime aste tra Capacity Market e MACSE e sulla distribuzione dei volumi tra le diverse zone di mercato, mentre solo recentemente sono stati resi noti coefficienti di derating differenziati per zona.

Come cambia il fabbisogno?

A queste variabili si aggiunge l’attesa per il nuovo Documento di Descrizione degli Scenari Terna-Snam, la cui pubblicazione è prevista entro la fine di settembre 2026 e che potrebbe modificare il quadro dei fabbisogni al 2030. Sarà quindi necessario verificare se le nuove previsioni confermeranno gli attuali fabbisogni o se questi verranno rivisti al ribasso.

“Il rallentamento del mercato e il crescente divario rispetto ai target nazionali confermano che gli accumuli rappresentano oggi uno dei nodi centrali della transizione energetica” – dichiara Raffaello Teani, Presidente del Gruppo Sistemi di Accumulo di Federazione ANIE. “Nel 2025, secondo i dati ARERA, è stato necessario limitare circa 0,8 TWh di generazione rinnovabile: energia prodotta a costi significativamente più competitivi rispetto ai prezzi registrati sulla borsa elettrica e che, se adeguatamente valorizzata attraverso i sistemi di accumulo, avrebbe potuto contribuire a ridurre la pressione sui prezzi dell’energia. Serve quindi una strategia energetica con un orizzonte di medio-lungo periodo, capace di coordinarsi anche con le politiche industriali europee, dall’Industrial Accelerator Act al Net Zero Industry Act, e di offrire alla filiera upstream le condizioni necessarie per programmare gli investimenti in capacità produttiva.”

“Per quanto riguarda il MACSE, auspichiamo che nella seconda asta siano introdotti un limite ai volumi aggiudicabili a un singolo operatore, per mitigare il rischio di lock-in tecnologico, e un limite alla dimensione degli impianti, considerando il carattere strategico di questi asset per il sistema nazionale. Sul fronte residenziale confidiamo nel potenziamento dello strumento della detrazione fiscale, mentre nel segmento Commercial & Industrial sarà necessario attendere per valutare gli effetti dell’iperammortamento” – conclude Teani.

 

I dati dell’Osservatorio

Secondo i dati dell’Osservatorio ANIE, al termine del secondo trimestre 2026 risultano installati in Italia 941.911 sistemi di accumulo, per una potenza complessiva di 7.961 MW e una capacità di 19,3 GWh.

L’Osservatorio evidenzia andamenti differenti tra i principali segmenti di mercato:

  • Residenziale (C ≤ 20 kWh): continua a rappresentare, con circa 9,5 GWh, quasi la metà della capacità installata;
  • Commercial & Industrial (20 kWh < C ≤ 1.000 kWh): supera i 2,2 GWh di capacità installata;
  • Utility Scale (1.000 kWh < C ≤ 10.000 kWh): conta circa 0,2 GWh di capacità installata;
  • Large Utility Scale (C > 10.000 kWh): pur con un numero limitato di impianti, raggiunge circa 7,4 GWh di capacità installata.

Le batterie agli ioni di litio rappresentano la tecnologia predominante: secondo l’Osservatorio costituiscono il 99,7% del numero dei sistemi di accumulo, il 98,9% della potenza installata e il 96,9% della capacità complessiva del primo semestre 2026.

Il segmento residenziale continua a costituire la parte prevalente del parco installato nazionale, con la quasi totalità degli impianti caratterizzata da capacità inferiore a 20 kWh e sostanzialmente abbinata a impianti fotovoltaici.

Nel primo semestre 2026 sono stati installati 60.030 sistemi di accumulo, per 593 MW di nuova potenza e 1.349 MWh di nuova capacità.

Il rallentamento delle nuove installazioni non ridimensiona il ruolo strategico degli accumuli nel sistema energetico nazionale. Al contrario, la loro capacità di favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili e di garantire maggiore flessibilità e sicurezza al sistema elettrico rende necessario accelerarne lo sviluppo, in linea con gli obiettivi della transizione energetica italiana.

 

accumulo Anie energie alternative
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