Negli ultimi giorni, il Sud Italia è stato colpito da un evento meteorologico estremo di grande impatto: il ciclone Harry, che ha investito Sicilia, Calabria e Sardegna con piogge torrenziali, venti forti e mareggiate eccezionali, causando alluvioni, frane, evacuazioni e danni ingenti alle comunità e alle infrastrutture. In Sicilia, ad esempio, un vasto movimento franoso ha reso necessario evacuare oltre 1.500 persone e ha provocato danni stimati nell’ordine del miliardo di euro, mentre il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nelle regioni più colpite per far fronte alla crisi.
Rinviato l’obbligo delle polizze catastrofali?
Eventi come questo — sempre più frequenti e intensi secondo le osservazioni scientifiche sul cambiamento climatico — non sono casi isolati ma segnali di una nuova realtà climatica che comporta anche necessità di cambiamenti nelle polizze come segnalato da Confersercenti: le attuali assicurazioni, ha affermato l’associazione, non coprono i danni da mareggiate. Motivo per il quale è stata inoltrata al governo una richiesta di proroga per adeguarsi all’obbligo di polizza catastrofale almeno fino al 30 giugno 2026: al momento il decreto Milleproroghe ha dilazionato l’obbligo al 31 marzo 2026 per le micro e piccole imprese nei settori pesca, somministrazione alimenti e bevande, turismo.
I rischi climatici, inoltre, rientrano a pieno titolo tra i rischi considerati rilevanti dagli operatori finanziari per valutare la sostenibilità finanziaria di un’attività economica.
In questo contesto, Stantec osserva una domanda cresciuta del doppio in un anno di supporto tecnico da parte dei propri clienti per comprendere in profondità l’esposizione al rischio climatico e a definire azioni correttive concrete per ridurlo. Dall’inizio dell’anno, l’azienda riferisce di aver ricevuto in media un contatto alla settimana su questo argomento.
“Il nostro ruolo non è aiutare il cliente a contrarre una polizza, ma piuttosto aiutare a sviluppare consapevolezza rispetto ai rischi climatici a cui si è realmente esposti fornendo valutazioni scientificamente fondate del rischio e definendo interventi di mitigazione e adattamento che possano rafforzare la resilienza delle attività e, allo stesso tempo, contribuire, insieme alle assicurazioni, a contenere i danni climatici nel medio-lungo periodo – spiega Marco Lassini, Europe Climate Solutions Lead in Stantec – Le richieste che riceviamo — da aziende di diversi settori economici — includono verifiche di vulnerabilità ai rischi climatici a vari livelli su infrastrutture e asset critici e, per la natura del nostro territorio, i rischi idraulici e idrogeologici sono una priorità.”
Stantec lavora con approcci multidisciplinari (Climate Solutions) per tradurre le valutazioni di rischio in input tecnici e piani di intervento e adattamento pragmatici, integrando competenze di ingegneria, geologia, pianificazione territoriale, gestione delle acque e adattamento climatico. L’esperienza attuale nel Sud Italia con il ciclone Harry conferma quanto sia cruciale per le aziende affrontare il tema dei fenomeni estremi non come un evento isolato ma come elemento strutturale della gestione del rischio. Una valutazione accurata e proattiva dei rischi, associata a misure correttive tempestive, può fare la differenza tra una semplice copertura assicurativa e una reale strategia integrata di resilienza climatica.


