Herobots ha consegnato a ENEA la Control Room della Remote Handling Training Facility del DTT, l’esperimento di fusione nucleare in costruzione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati. La commessa è stata affidata da ENEA per conto di DTT S.c.a.r.l.
La Training Facility, denominata REMHAT, è il luogo in cui il Remote Handling del DTT viene provato prima che la macchina entri in funzione: qui si validano le procedure di assemblaggio, ispezione e manutenzione che i robot eseguiranno nel reattore e si formano gli operatori che le condurranno. La Control Room è l’ambiente da cui queste operazioni vengono pianificate, simulate, supervisionate, controllate ed eseguite a distanza. Comprende server, rete, console operatore, dispositivi a ritorno di forza, sistemi di realtà virtuale e moduli software, e gestisce le due tipologie di sistemi robotici del DTT: i manipolatori iper-ridondanti (HYRMAN), bracci articolati lunghi diversi metri, e i sistemi per la movimentazione delle cassette del divertore (CMM).
La simulazione aumenta la sicurezza
Uno degli elementi principali del progetto è l’impiego del digital twin. L’operatore può lavorare contemporaneamente sul robot reale e sul suo gemello digitale, verificando ogni movimento in simulazione prima di eseguirlo sulla macchina. Una soluzione che permette di aumentare precisione e sicurezza in un ambiente nel quale l’accesso umano diretto non è praticabile.
Due caratteristiche, poco comuni nei sistemi di questo tipo, distinguono la Control Room sviluppata da Herobots. La prima: il motore di simulazione non tratta il robot come un corpo rigido, ma ne riproduce la flessibilità reale (deformazione sotto carico, vibrazioni), come avviene nei bracci lunghi diversi metri impiegati nei reattori. È la differenza tra dove il modello dice che si trova la punta del robot e dove si trova davvero. La seconda: il modulo anticollisione calcola, oltre cento volte al secondo, la distanza tra ogni punto del robot e l’ambiente circostante, non solo tra la punta e ciò che ha davanti. Costruita su standard aperti, la Control Room è modulare e può essere riconfigurata per robot e missioni differenti.
La Control Room è stata presentata a settembre al SOFT 2026, il “Symposium On Fusion Technology” tenuto quest’anno ad Aix-en-Provence in Francia, dove Herobots ha partecipato come espositore.
Mariano Tarantino, responsabile del progetto per ENEA, sottolinea l’impegno di ENEA “nello sviluppo dei sistemi robotici per il nucleare del futuro, progettati per consentire le operazioni di manutenzione e movimentazione da remoto all’interno del reattore DTT, la grande infrastruttura sperimentale italiana dedicata alla ricerca sulla fusione. I manipolatori, sviluppati per operare in condizioni di vuoto e con stringenti requisiti di affidabilità e sicurezza, permetteranno di intervenire sui componenti direttamente esposti al plasma, contribuendo a rendere possibili le future attività di manutenzione del reattore. La realizzazione del sistema di controllo remotizzato, avviata nel 2025 e completata nel 2026, rappresenta un significativo risultato nel campo della robotica per la fusione e valorizza il trasferimento di competenze e tecnologie avanzate verso una delle principali sfide scientifiche ed energetiche del futuro.
“Nel remote handling di un reattore a fusione nessuna operazione può essere improvvisata – afferma Giuseppe Di Gironimo, responsabile della Remote Handling Training Facility del DTT –. Ogni intervento deve essere provato, validato e appreso dagli operatori prima di essere eseguito sulla macchina. Inoltre, in caso di imprevisti, essi devono essere supportati nel prendere decisioni informate. La Control Room è il luogo in cui questo avviene: simulare il comportamento reale dei bracci, incluse le loro deformazioni, significa arrivare nel reattore con procedure già verificate. A tal fine, la struttura si basa su una comunicazione robusta e costante tra l’ambiente fisico e il relativo gemello digitale.
Una control room per imparare
“Una control room per il remote handling è soprattutto una sala prove – spiega Stanislao Grazioso, ceo di Herobots –. È qui che si impara a eseguire in sicurezza le operazioni dentro il reattore: nella training facility del DTT l’operatore comanderà insieme il robot reale e il suo modello digitale, provando ogni manovra prima in simulazione. In questo progetto portiamo a ENEA e al DTT oltre dieci anni di esperienza del nostro team in programmi nucleari”.
Il DTT, Divertor Tokamak Test, è un esperimento dedicato allo studio di soluzioni alternative per l’estrazione del calore prodotto dal processo di fusione. La Remote Handling Training Facility è la struttura nella quale saranno provati i sistemi robotici e le relative procedure e saranno formati gli operatori prima che il reattore diventi operativo.
Herobots ha già sviluppato tecnologie di simulazione in tempo reale e controllo delle vibrazioni per manipolatori a lungo sbraccio nell’ambito del programma internazionale LongOps, finanziato da UK Research and Innovation, Nuclear Decommissioning Authority e TEPCO, con applicazioni al braccio TARM di UKAEA e al sito di Fukushima Daiichi e vibrazioni ridotte fino al 97% senza sensori aggiuntivi sul robot.
Nata nel 2021 come spin-off dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Herobots sviluppa bracci robotici e sistemi di controllo per l’ispezione e la manutenzione a distanza in ambienti confinati e ad alto rischio.


