AssoEGE, l’associazione degli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE), esprime allarme per gli effetti del Decreto Fiscale del 27 marzo 2026 che interviene retroattivamente sulla misura Transizione 5.0, tagliando gli incentivi alle aziende che hanno investito su efficienza e fonti rinnovabili.
Punite le imprese virtuose
Con i costi energetici tra i più elevati d’Europa e una crisi energetica in corso, il Decreto fiscale penalizza proprio le aziende che hanno puntato su efficienza energetica e fonti rinnovabili.
“Nel 2025, le imprese hanno pianificato investimenti basandosi su un quadro normativo certo e sulla fiducia nel Governo,” dichiara l’EGE Elvis Paja, referente del tavolo tecnico 5.0 di AssoEGE. “Oggi, la scelta più sostenibile si traduce in una penalizzazione economica inaccettabile. Molte realtà, con il senno di poi, avrebbero optato per strumenti diversi come la Transizione 4.0 o l’Iperammortamento.”
Un danno sistemico alla filiera e ai professionisti
L’impatto del decreto non è circoscritto alle singole imprese, ma travolge l’intera filiera creando:
•Danno reputazionale: Gli EGE ed i professionisti che hanno garantito la solidità tecnica dei progetti vedono a rischio piani economico-finanziari per decisioni politiche non prevedibili e con effetto retroattivo.
•Crisi della filiera: ESCo, progettisti e produttori di impianti produttivi e FER— questi ultimi gravemente esclusi dal decreto — rischiano un brusco rallentamento dei progetti nel breve medio periodo.
Incoerenza delle politiche energetiche
Da un lato si chiede alle imprese di investire in efficienza energetica, elettrificazione dei consumi, integrazione delle fonti rinnovabili scegliendo tra l’altro le tecnologie più costose. Dall’altro si interviene riducendo la prevedibilità e l’affidabilità degli strumenti che dovrebbero rendere possibili questi investimenti. Questo genera un effetto molto negativo: si indebolisce la credibilità del quadro di supporto alla transizione energetica, proprio in una fase in cui servirebbero stabilità e coerenza.
Le richieste di AssoEGE al Governo
In sede di conversione del decreto, l’Associazione richiede interventi immediati e risolutivi:
1. Salvaguardia degli “esodati” 5.0 – Ripristinare i fondi per coprire gli investimenti già ultimati, rispettando i piani previsti dalla Legge di Bilancio, inclusi i fondi per gli impianti FER, oggi completamente stralciati dal Decreto fiscale.
2. Priorità assoluta alla T5.0: colmare il “buco” finanziario creato nella T5.0 prima di implementare nuovi strumenti, per restituire affidabilità al sistema.
3.Tavolo tecnico permanente: Apertura di un confronto strutturale con gli Stakeholder qualificati della filiera per valutare le misure di sostegno all’efficienza energetica prima della loro approvazione finale.
Una politica industriale basata sul principio Energy Efficiency First che premi, e non punisca, chi investe per consumare meno e produrre meglio è elemento essenziale per la transizione energetica. Transizione che non può esistere senza fiducia da parte delle imprese e dei professionisti.
AssoEGE ribadisce la propria disponibilità al confronto per individuare soluzioni per facilitare l’efficienza energetica e la produzione da FER a tutela della competitività del sistema Paese.


