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Sei qui:Home»Efficienza»Agricoltura: proteggere la filiera dal Climate Change con le polizze assicurative

Agricoltura: proteggere la filiera dal Climate Change con le polizze assicurative

By Redazione BitMATUpdated:3 Marzo 20233 Mins Read3 Marzo 2023
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Secondo l’Italian Insurtech Association solo il 10% degli agricoltori italiani è assicurato anche se l’agricoltura è il settore più esposto ai rischi climatici.

Agricoltura

L’Italian Insurtech Association lancia l’allarme: i danni economici causati dal cambiamento climatico cresceranno dell’8% entro il 2050. È confermato dallo studio “Next level for Insurance SME segment: climate change & physical risks” realizzato da CRIF, con il patrocinio proprio dell’Italian Insurtech Association.
L’agricoltura è tra i settori maggiormente esposti al rischio di eventi naturarli come la siccità, e considerando l’importanza strategica di questo mercato per l’economia italiana, diventa chiara la necessità di promuovere la partnership tra il mondo agricolo e quello assicurativo per mitigare i rischi e proteggere la filiera.

Troppo poche le polizze assicurative a protezione del settore agricolo

Nel 2022 ammontavano a 6 miliardi di euro le perdite per la filiera agricola a causa degli effetti del Climate Change, tuttavia, oggi solo il 10% degli agricoltori italiani ha una polizza assicurativa per un valore dei beni di 7 miliardi di euro, circa l’equivalente delle perdite dello scorso anno. Ad aggravare la situazione l’Italian Insurtech Association ha registrato un raddoppio della crescita dei premi assicurativi rispetto al 2019, che potrebbero arrivare al +25% nel 2025.

Con l’innovazione si salva l’agricoltura

Tecnologie satellitari, Intelligenza Artificiale e Big Data giocano un ruolo fondamentale per sviluppare proposte di protezione innovative, come polizze parametriche basate su dati meteorologici, che possono garantire una maggior tutela del patrimonio agroalimentare italiano in maniere più semplice e rapida.

L’innovazione digitale può contribuire ad aumentare la penetrazione assicurativa in questo mercato, riducendo i costi di attivazione e promuovendo soluzioni più immediate, che dovranno essere integrati a strumenti concreti per difendere i raccolti, come impianti di irrigazione o reti antigrandine.

Incentivare gli agricoltori ad investire sugli strumenti assicurativi

Agricoltura“All’agricoltore non bastano più le conoscenze agronomiche, oggi bisogna avvalersi di competenze di Risk Management, essere capaci di anticipare i rischi per le colture e trovare gli strumenti per trasferire il rischio su altri livelli: il compito dell’assicurazione è proprio quello di trasferire i rischi dal piano reale a quello finanziario”, afferma Gerardo Di Francesco, vicepresidente e co-founder dell’Italian Insurtech Association. “La Digital Transformation può aumentare la penetrazione assicurativa, ottimizzare i processi e ridurre i costi. Per fare questo bisogna muoversi due direttrici fondamentali: investire su soluzioni innovative, comprese tecnologie satellitari, indispensabili per monitorare gli eventi climatici e poter intervenire prima che questi si scatenino, intervenire a livello istituzionale. Ma per rendere infatti più appetibile lo strumento assicurativo per l’agricoltore, che oggi lo vede come una semplice tassa bisogna intervenire a livello istituzionale con la defiscalizzazione e l’incentivazione”.

A tali riflessioni si aggiungere inoltre che rischio e impatto economico dei fenomeni naturali sono aggravati dal fatto che l’agricoltura italiana è fortemente sotto assicurata rispetto alla media degli altri Paesi. In Germania, ad esempio, il 70% degli agricoltori è attualmente assicurato almeno contro i danni da grandine, mentre negli USA l’applicazione di tecnologie digitali permette agli agricoltori di monitorare in tempo reale eventuali rischi ambientali per i propri raccolti.

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