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Sei qui:Home»Sostenibilità»Direttiva CSRD: una nuova era per la rendicontazione di sostenibilità

Direttiva CSRD: una nuova era per la rendicontazione di sostenibilità

By Redazione BitMATUpdated:10 Gennaio 20253 Mins Read8 Gennaio 2025
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Il panorama del reporting aziendale si trova in una fase di radicale trasformazione segnata dalla direttiva CSRD

CSRD 2

Con 40 anni di esperienza nel settore dell’ingegneria e della consulenza ambientale, ambiente spa è un partner affidabile per le aziende che desiderano realizzare il proprio Report di Sostenibilità in conformità con la Direttiva Europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).

Un nuovo scenario normativo

Lo scorso 25 settembre è entrato in vigore il decreto legislativo 125/2024, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva Europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Questa normativa presenta nuove regole per la rendicontazione di sostenibilità, ampliando significativamente il numero di aziende coinvolte e introducendo il concetto di “doppia materialità”.

Cosa cambia con la CSRD?

La CSRD segna un passo in avanti rispetto alla precedente direttiva NFRD (Non-Financial Reporting Directive). Non si tratta più solo di rendicontare informazioni non finanziarie, ma di integrare la sostenibilità nel cuore delle strategie aziendali.

Uno dei cambiamenti più rilevanti è l’introduzione del concetto di “doppia materialità”. Le aziende non dovranno più considerare solo i rischi ESG che possono influenzare le loro performance finanziarie (“materialità finanziaria”), ma anche l’impatto che le loro attività hanno sull’ambiente e sulla società (“materialità dell’impatto”).

Cos’è il Report di Sostenibilità?

Il Report di Sostenibilità, noto anche come Bilancio di Sostenibilità, è un documento che illustra in modo trasparente le performance di un’azienda in ambito ambientale, sociale e di governance (ESG).

Quali aziende sono coinvolte?

La CSRD si applica a un numero crescente di aziende, secondo la seguente timeline:

  • Esercizi finanziari a partire dal 1° gennaio 2025: grandi aziende già soggette alla NFRD (con più di 500 dipendenti e quotate in mercati regolamentati).
  • Esercizi finanziari a partire dal 1° gennaio 2026: grandi aziende non quotate con più di 250 dipendenti e un bilancio di oltre 20 milioni di euro o un fatturato netto di oltre 40 milioni di euro.
  • Esercizi finanziari a partire dal 1° gennaio 2027: PMI quotate in mercati regolamentati (con l’opzione di posticipare l’applicazione al 1° gennaio 2028).
  • Esercizi finanziari a partire dal 1° gennaio 2028: piccole e non complesse istituzioni di credito e imprese di assicurazione.

Quali informazioni devono essere fornite nel report di sostenibilità?

Le aziende dovranno fornire informazioni dettagliate e standardizzate sulle proprie performance ESG, includendo dati su una vasta gamma di tematiche, tra cui: governance (struttura del consiglio di amministrazione, diversità, remunerazione, gestione dei rischi, sistemi di controllo interno, codice etico), strategia (integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale, obiettivi di sostenibilità a breve, medio e lungo termine, analisi di materialità, stakeholder engagement), ambiente (emissioni di gas serra, consumo di acqua e di energia, gestione dei rifiuti, inquinamento, biodiversità, economia circolare), sociale (rispetto dei diritti umani, salute e sicurezza sul lavoro, pari opportunità, diversità e inclusione, sviluppo delle competenze, relazioni con le comunità locali), indicatori di performance (indicatori chiave per misurare le performance di sostenibilità, allineati agli standard ESRS).

La Direttiva prevede l’adozione di standard europei di rendicontazione (ESRS), elaborati dallo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG). Questi standard garantiranno la coerenza e la comparabilità delle informazioni sulla sostenibilità a livello europeo.

Inoltre, le aziende dovranno utilizzare un formato elettronico unico (XHTML) per la comunicazione dei dati, facilitando l’accesso e l’analisi delle informazioni da parte degli stakeholder.

Opportunità per le aziende

L’adeguamento alla CSRD non è solo un obbligo, ma anche un’opportunità per le aziende di incrementare il proprio livello di sostenibilità integrando le pratiche ESG nel core business, accrescere la fiducia rafforzando la reputazione aziendale e la trasparenza nei confronti degli stakeholder, calamitare investimenti soddisfacendo le crescenti richieste degli investitori in materia di ESG, accedere al credito più facilmente migliorando la bancabilità delle proprie operazioni finanziarie, attrarre giovani talenti che cercano aziende socialmente responsabili.

 

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