Con una decisione inattesa, lo scorso 27 gennaio Paolo Arrigoni ha improvvisamente rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del GSE. Una decisione arrivata ad oltre un anno dalla scadenza naturale del mandato. E anche il messaggio affidato ai social era apparso parecchio laconico, poiché Arrigoni si era limitato a motivare la scelta con la decisione di “intraprendere nuove sfide professionali”, pur ringraziando i colleghi per il lavoro svolto insieme.
Altrettanto essenziale e formale il comunicato dello stesso GSE: “Paolo Arrigoni ha rassegnato oggi le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio di Amministrazione della società, a un anno dalla scadenza naturale del mandato, prevista in occasione dell’approvazione del Bilancio d’esercizio 2026.
Come precisato dallo stesso Arrigoni le dimissioni, che decorrono a partire dal 1° febbraio 2026, sono state rese per motivi strettamente personali.
Il Consiglio di Amministrazione ringrazia il Presidente Paolo Arrigoni per l’attività svolta e per il contributo fornito nel corso del mandato”.
Le ragioni delle dimissioni
Una decisione tanto improvvisa aveva suscitato parecchi dubbi sulle reali cause delle dimissioni. Dubbi cancellati dallo stesso Arrigoni, come riporta Maria D Della Vecchia su “La Provincia Unica TV” di Lecco, sua città Natale. Arrigoni ha infatti ribadito che il ruolo di presidente del GSE era incompatibile con l’attività professionale, “troppo tempo sottratto al lavoro e alla famiglia”.
“Sono stati 33 intensi mesi in cui insieme a tutte le persone che lavorano in Gse abbiamo raggiunto risultati importanti: memori di quanto abbiamo fatto, lascio con serenità l’incarico sapendolo in buone mani”. Aggiungendo che la decisione “è maturata dopo un’attenta riflessione e in piena autonomia. Il Gse oggi è ancora più strategico per il tema dell’energia e dell’attuazione del Pniec. Lo è oggi e lo sarà nei prossimi anni. Con grande senso di responsabilità ho compreso che, per gli impegni richiesti e il carico di attività, non avrei potuto assicurare la totale disponibilità che un ruolo così importante necessita”.
Ma chi sarà il prossimo presidente del GSE? Una domanda alla quale Arrigoni non ha risposto, precisando che sarà il Governo a fare una valutazione e a compiere la scelta. “Certamente servirà un profilo di alto livello, per un incarico su un tema cruciale”.


