La strategia di Atlas Copco Group per rispondere a un contesto macroeconomico caratterizzato da incertezza, tensioni geopolitiche, crescente protezionismo e mutamento delle priorità governative è chiara: concentrarsi su azioni con impatto positivo nel breve termine confermando investimenti in grado di garantire una crescita sostenibile nel lungo periodo.
Il Gruppo ha chiuso il 2025 all’insegna della stabilità con ordini ricevuti per un valore totale di 165.814 milioni di SEK (*), ricavi pari a 168.343 milioni di SEK, utile operativo di 34.114, corrispondente a un margine del 20,3% e un ritorno sul capitale investito (ROI) del 24%. Guardando al futuro, il Gruppo intende valorizzare la propria presenza globale: è infatti attivo in 180 Paesi con attività operative in 70 di questi, con la possibilità di fornire soluzioni personalizzate nei mercati locali.
Disporre di una struttura decentralizzata con la possibilità di gestire operazioni a basso impiego di capitale consente al gruppo di adattarsi rapidamente alle mutevoli condizioni del mercato. Inoltre, una cultura manageriale che prevede la delega dell’autorità permette processi decisionali rapidi, in stretta collaborazione con i clienti. Questa agilità è un importante punto di forza da bilanciare con l’efficienza che Atlas Copco Group persegue affidandosi anche all’Intelligenza Artificiale. Il Gruppo, infatti, cerca attivamente nuove opportunità per utilizzare l’AI come strumento per la crescita e per l’ottimizzazione dei processi.
Sostenibilità basata su evidenze scientifiche
Nel 2025 il Gruppo ha completato 29 acquisizioni. Si tratta di investimenti strategici che integrano il processo organico di crescita e consentono di fornire valore grazie a un rafforzamento della presenza locale e alla disponibilità di tecnologie e competenze complementari. Nello stesso anno, il 4% del fatturato è stato investito in Ricerca e Sviluppo per progettare tecnologie a supporto delle soluzioni richieste dai clienti.
Per quanto riguarda la sostenibilità, il Gruppo ha definito obiettivi basati su evidenze scientifiche in linea con l’iniziativa SBTi (Science Based Target), assumendo il 2019 come anno base di riferimento. In questo ambito, nel 2025 le emissioni CO₂ derivanti dalle attività interne del Gruppo (Scope 1 e Scope 2), che comprendono le emissioni dirette generate dai processi interni e dall’utilizzo dei veicoli aziendali, e le emissioni indirette legate all’energia utilizzata per alimentare il processo produttivo, sono risultate inferiori del 46% rispetto ai livelli registrati nel 2019. Questa riduzione è stata determinata da una maggiore quota di elettricità proveniente da fonti rinnovabili e da una minore intensità di carbonio in alcuni mercati. La quota di elettricità da fonti rinnovabili e di teleriscaldamento negli impianti del Gruppo ha raggiunto l’89%.
Obiettivo: ridurre le emissioni di carbonio
In Atlas Copco Group tutte le soluzioni relative a prodotti nuovi o riprogettati includono obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio. Tuttavia, la possibilità di ottenere una rapida decarbonizzazione nell’utilizzo dei prodotti da parte dei propri clienti è ancora limitata dal ritmo con cui le fonti energetiche a basse emissioni si sviluppano per poi diventare disponibili nei mercati di riferimento
“Nel corso del 2025 abbiamo continuato a rafforzare le basi del nostro percorso, mantenendo al centro una crescita solida, sostenibile e orientata al lungo termine. In un contesto macroeconomico ancora complesso, restiamo focalizzati sulle nostre priorità operative e sulle leve che guidano il valore, con l’obiettivo di continuare a generare risultati concreti”, dichiara Vagner Rego, Presidente e CEO di Atlas Copco Group. “Per quanto riguarda il futuro, continueremo a investire in innovazione con l’obiettivo di fornire tecnologie che migliorino la produttività, la competitività e la sostenibilità dei nostri clienti, mantenendo l’agilità e la resilienza che da sempre ci contraddistinguono. In questo modo, creiamo valore a lungo termine per tutti gli stakeholder.”
(*) corone svedesi


