Negli ultimi anni le power bank sono diventati dispositivi essenziali nel nostro quotidiano; alzi la mano chi non ne ha almeno uno in casa o in ufficio?
Pratiche, potenti, compatte e sempre più leggere le portiamo sempre con noi per dare una carica allo smartphone o per tenere pronti all’uso auricolari e smartwatch mentre siamo in movimento. Questa comodità, però, comporta anche una certa dose di conoscenza del prodotto e responsabilità. In pratica significa saper utilizzare le powerbank in modo corretto, consapevole e sicuro. Sebben siano piccole e dall’apparenza innocua, le powerbank sono pur sempre strumenti elettronici che gestiscono energia, e come tali richiedono attenzione.
La scelta giusta
Estetica e prestazioni, sebbene siano due parametri i a cui diamo molta attenzione durante gli acquisti, vanno per un attimo messi in secondo piano. Perché? Perché la qualità costruttiva e complessiva del dispositivo nel lungo periodo premia! È importante orientarsi verso modelli certificati e prodotti da marchi affidabili, perché solo così si ha la certezza di disporre di sistemi di protezione integrati contro sovratensioni, sovraccarichi, corto circuiti e surriscaldamenti.
Tanta potenza non sempre equivale a “dispositivo migliore”
Scegliere una powerbank ultrapotente non sempre significa scegliere un dispositivo perfetto per il nostro uso. La tendenza è quella di scegliere una capacità alta in modo da riuscire a coprire tutte le proprie esigenze; questa convinzione merita una breve analisi e alcune considerazioni. La capacità di una powerbank va valutata con attenzione tenendo presente che un dispositivo da 5.000 mAh è l’ideale per le emergenze, 10.000 mAh sono più indicati per le piccole grandi esigenze quotidiane. Orientarsi su di una capacità doppia è giustificabile per tutti coloro che viaggiano spesso oppure trascorrono molte ore fuori casa come anche non sempre hanno a disposizione le reti elettriche nelle vicinanze (ad esempio nei cantieri o nell’escursionismo). In questo caso 20.000 mAh garantiscono un’autonomia prolungata con la possibilità di poter effettuare diverse ricariche su più dispositivi.
La sicurezza d’uso
Una volta individuato il modello giusto, occorre considerare che, essendo anch’essa una batteria, non è eterna e, a differenza delle pile ricaricabili tradizionali, dà alcuni segnali che ne indicano il cedimento. Ad esempio, rigonfiamenti insoliti, deformazioni strane dell’involucro sono i primi indizi che qualcosa non va. Anche odori di bruciato o un surriscaldamento anomalo durante l’uso possono indicare un problema interno. Questi sono segnali che non vanno assolutamente ignorati, poiché continuare a utilizzare una powerbank danneggiata non solo rappresenta un rischio per i dispositivi collegati, ma anche per gli ambienti dove viene utilizzata: potrebbe anche causare incendi. Controllare lo stato della powerbank in modo regolare è un’ottima abitudine e, nel caso si presentassero anomalie come quelle descritte, mai aspettare! Vi consigliamo caldamente di metterla da subito “in pensione” e sostituirla.
Sicurezza per gli ambienti
Sicurezza significa anche come usiamo le nostre powerbank. Se ad esempio acquistiamo un ottimo dispositivo ma…..utilizziamo caricabatterie inadeguati, cavi e adattatori vecchi e logori (o anche di qualità scarsa), la durata del dispositivo può ridursi considerevolmente come anche danneggiare le parti interne. Parallelamente alla scelta corretta della powerbank, consigliamo di preferire accessoristica originale (e certificata!). E se di sicurezza per l’ambiente ne abbiamo accennato prima, possiamo aggiungere l’ambiente sicuro per la powerbank: aree umide, fonti di calore (o luce solare diretta) oppure ambienti a rischio (due o tre flaconi di liquido infiammabile in casa ci sono sempre) sono da evitare. Questi possono sembrare consigli ovvi e banali, ma spesso gli incidenti domestici possono nascere da qualche piccola disattenzione.
Come smaltirli correttamente
Non ci stancheremo mai di ricordarlo: le batterie alkaline, ricaricabili e i dispositivi di accumulo, per impattare il meno possibile sull’ambiente vanno gestiti con consapevolezza, a partire dall’acquisto fino allo smaltimento. In particolare le powerbank: ci hanno servito egregiamente, è stato bello ma, una volta esaurito il loro compito, non possono essere gettate nei rifiuti indifferenziati poiché sono considerati rifiuti particolari. Devono essere conferite nelle isole ecologiche oppure nei negozi di elettrodomestici. I contenitori per le batterie esauste (quelli situati nei supermercati o lungo le strade urbane, per intenderci) sono destinati esclusivamente a tutte le pile non ricaricabili, quindi soltanto stilo, ministilo, a bottone, quadre, ecc….
Smaltire correttamente è un gesto responsabile poiché permette il riciclo di metalli preziosi come litio, zinco e ferro; è anche così, con la collaborazione consapevole di tutti noi che è possibile ridurre l’impatto ambientale delle batterie.
di Francesca Callegari – GTM – GP Batteries e AqiilaDi Francesca Callegari – GTM – GP Batteries e Aqiila


